In Italia l’obesità continua a crescere, soprattutto tra i più giovani, trasformandosi in una vera emergenza sanitaria. Se per anni si è guardato con preoccupazione alle abitudini alimentari degli adulti, oggi a destare allarme sono bambini, adolescenti e giovani adulti sempre più esposti a stili di vita sedentari, cibi ultra-processati e messaggi fuorvianti sui social.
I dati dell’obesità
Secondo i dati dell’Istat e dell’Istituto Superiore di Sanità, l’11,8% della popolazione adulta italiana è obesa. Un dato in aumento rispetto al 2022, mentre circa il 47% risulta in sovrappeso. Le cifre diventano ancora più critiche se si osservano le fasce giovanili. Negli ultimi dieci anni sovrappeso e obesità tra gli adolescenti sono cresciuti costantemente, con impatti diretti sulla salute cardio metabolica e sul benessere psicologico.
Più obesi che denutriti
Una tendenza che rispecchia uno scenario globale preoccupante. Per la prima volta nella storia, infatti, il numero delle persone obese ha superato quello delle persone denutrite. Ricorda la FAO. Un paradosso del nostro tempo, che gli esperti definiscono una vera e propria “pandemia silenziosa”.
La promessa (ingannevole) dei farmaci dimagranti
Accanto alle cattive abitudini alimentari e all’inattività, oggi c’è un nuovo fenomeno: la diffusione di farmaci dimagranti, spesso presentati come soluzioni rapide e “miracolose”. Questi medicinali, nati per trattare il diabete e oggi prescritti (o acquistati impropriamente) come strumenti di perdita di peso veloce, stanno alimentando un mercato miliardario. Non sono però privi di rischi. Possono provocare nausea, pancreatiti, problemi gastrointestinali. Oltre al rischio di recupero rapido del peso una volta interrotta la terapia. Gli specialisti avvertono che l’assunzione senza controllo medico può essere molto pericolosa, soprattutto nei giovani che vivono già pressioni estetiche e sociali elevate.
La voce degli esperti
La logica del “tutto e subito” rende questi trattamenti un’arma a doppio taglio. «L’obesità non può essere ridotta a semplici slogan o ricette standardizzate», spiega Michele Carruba, professore emerito di farmacologia all’Università di Milano, fondatore del Centro di Studio e Ricerca sull’Obesità e autore con Pietro Paganini del libro “Obesità, istruzioni per ribellarsi”: «Le cause sono multifattoriali. Serve comprendere come si perde l’equilibrio e come lo si può recuperare» .
Il nuovo libro di Carruba e Paganini
Un approccio più umano, culturale e scientifico al problema arriva proprio dal nuovo libro firmato da Michele Carruba e Pietro Paganini, con la prefazione di Letizia Moratti: “Obesità, istruzioni per ribellarsi: la via mediterranea per equilibrio, longevità e libertà di scelta”. Un testo che smonta semplificazioni, mode alimentari e soluzioni estreme, riportando al centro la complessità dell’essere umano e la necessità di educazione e consapevolezza.
Cosa accade nel cervello quando si verifica un aumento di peso?
«Il libro illustra in modo semplice, ma non semplicistico, cosa accade al corpo e al cervello durante l’aumento di peso, come prevenirlo e come superare i falsi miti che ci circondano», dice Carruba. Tra questi, le demonizzazioni assolute (zuccheri, grassi, glutine), le etichette semplicistiche, la ricerca ossessiva di cibi “puri” o “antichi”, ma anche i farmaci e le terapie “a effetto immediato” . «Questo volume – aggiunge – affronta le cause multifattoriali e complesse dell’obesità, che cambiano da individuo a individuo. Analizza i fallimenti delle politiche pubbliche, dalla sugar tax alle etichette semplificate e i così detti cibi ultra-processati. Smonta inoltre con convinzione le derive culturali del nostro tempo. Prevenzione ed educazione alimentare, che restano tuttora le grandi assenti, vanno reinserite come materia di studio fin dalle scuole primarie».
Cosa non funziona e come recuperare
Il coautore Pietro Paganini, Policy innovator, divulgatore e docente alla Temple University di Philadelphia e alla John Cabot University di Roma, aggiunge: «Il problema non sono i chili di troppo, ma l’aver perso l’equilibrio tra corpo, mente e relazioni». Ed è proprio questo equilibrio che la Dieta Mediterranea incarna: una tradizione alimentare completa, sostenibile, culturalmente radicata e oggi riconosciuta anche a livello internazionale per la sua efficacia nel favorire longevità e salute .
Cucina italiana Patrimonio dell’Umanità
Non a caso, come ricordano gli autori, l’Italia ha presentato una risoluzione alle Nazioni Unite per istituire una Giornata internazionale della Dieta Mediterranea, mentre la Cucina Italiana è stata candidata a Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Segnali che indicano un ritorno alla consapevolezza della qualità delle nostre tradizioni alimentari.
La prevenzione che manca (soprattutto per i giovani)
Se il fenomeno dell’obesità continua a crescere è anche perché in Italia manca ancora una vera educazione alimentare scolastica. «Prevenzione ed educazione restano tuttora le grandi assenti, e andrebbero introdotte come materia fin dalle scuole primarie» ricorda Carruba . Un’assenza che pesa soprattutto sulle nuove generazioni, bersaglio costante delle mode nutrizionali dei social media, dell’iper-marketing dei cibi ultra-processati e della cultura del risultato veloce. Senza strumenti critici, molti giovani rischiano di cadere nella spirale dello yo-yo dietetico o nell’uso improprio di farmaci dimagranti.
Ribellarsi agli inganni per riconquistare la salute
La lotta all’obesità non può essere delegata ai miracoli promessi dall’industria del dimagrimento. Richiede un cambiamento culturale, sociale e personale: dalla scuola al mondo digitale, dai medici alle famiglie. Il messaggio degli autori è chiaro e potente: «Ribellarsi ai modelli imposti e riscoprire l’equilibrio mediterraneo come chiave di benessere e libertà» dice Paganini. Un invito che vale soprattutto per i giovani, chiamati a scegliere un futuro di salute e consapevolezza, lontano dalle scorciatoie pericolose e vicino alla ricchezza della nostra tradizione alimentare.

