C.LO.DO. tumori cutanei sotto la lente di ingrandimento degli specialisti

«Raddoppieranno entro il 2050 i casi di tumori cutanei non melanocitari». È il grido d’allarme lanciato dagli  specialisti che hanno preso parte alla quinta edizione di C.LO.DO.  Il Congresso Lombardo di Dermatochirurgia Oncologica, giunto alla quinta edizione, si è tenuto lo scorso 8 novembre a Milano ed ha visto la partecipazione di oltre 150 tra dermatologi e chirurghi plastici.

«Un’emergenza reale» 

«Si tratta di una vera e propria emergenza – ammette Franco Picciotto, dermatochirurgo oncologo dell’Istituto dei Tumori di Candiolo (Torino) – tanto che ci aspettiamo un raddoppio dei casi da qui al 2050».
I tumori cutanei non melanocitari, oggi, rappresentano il 15,2% di tutte le neoplasie maschili e il 14,8% di quelle femminili. Ogni anno si contano circa 120 nuovi casi ogni 100.000 uomini e 90 ogni 100.000 donne. Tra questi, il carcinoma basocellulare resta il più diffuso, seguito dai carcinomi squamosi.

Team multidisciplinari per una nuova estetica della salute

«Clodo – spiega Silvio Abatangelo, presidente del congresso e chirurgo plastico dell’ASST Nord Milano – si impegna ogni anno a valorizzare figure ultra-specializzate in dermatologia oncologica. Oggi il risultato oncologico deve affiancarsi a un nuovo concetto di estetica e salute cutanea».
L’edizione 2025 ha posto l’accento sulla collaborazione interdisciplinare, dove accanto a dermatologi e chirurghi plastici entrano in campo il dermatopatologo, il medico esperto in longevità cutanea e lo specialista in nutraceutica, a dimostrazione di quanto il benessere della pelle sia ormai legato a fattori sistemici e comportamentali.

Cicatrici: dalla riparazione alla rigenerazione

La gestione delle cicatrici post-chirurgiche è oggi una frontiera in piena evoluzione.
«Dobbiamo fare tutto il possibile per spostare l’ago della bilancia dalla riparazione alla rigenerazione – sottolinea Abatangelo – sfruttando le nuove tecnologie e i presidi post-operatori».
Aggiunge Francesco Klinger, chirurgo plastico presso Humanitas Medical Care e docente all’Università Statale di Milano: «I dispositivi della chirurgia rigenerativa ci permettono di ottenere risultati cicatriziali sempre più naturali».

Anche Tito Brambullo, chirurgo plastico dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova, evidenzia l’importanza di strumenti semplici ma efficaci: «Oggi abbiamo device user friendly capaci di fornire diagnosi rapide sulla natura di una lesione, ma serve una validazione scientifica rigorosa prima della diffusione clinica».

Prevenzione e stili di vita: la prima terapia

Se le tecnologie e l’intelligenza artificiale promettono diagnosi sempre più precoci, la prevenzione resta la chiave di volta. «Il fototipo chiaro, l’esposizione ai raggi ultravioletti, il fumo di sigaretta e un’alimentazione scorretta – ricorda Marco Marconi dermatologo, direttore Generale di Clinica Aristotele Milano e Presidente di C.LO.DO.  – sono fattori che contribuiscono allo sviluppo dei tumori cutanei. La genetica conta, ma lo stile di vita è determinante».

Una rete di competenze per il futuro

Il congresso C.LO.DO. si conferma un punto di riferimento per specialisti di dermatologia e chirurgia plastica e per il dialogo tra discipline. In un contesto in cui la popolazione invecchia e i tumori della pelle aumentano, la sfida non è solo medica, ma culturale. Infatti è fondamentale educare alla prevenzione e formare specialisti capaci di coniugare oncologia, estetica e rigenerazione.

 

Di Federica Bosco

Giornalista professionista e scrittrice, autrice del blog Obiettivo Milano

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