Scompenso cardiaco nuovo farmaco allo studio. Protagonista Michele Senni ASST Papa Giovanni XXIII

Lo scompenso cardiaco è una malattia cronica che colpisce oltre un milione di italiani, con circa 90.000 nuove diagnosi ogni anno. È la prima causa di ricovero negli over 65 e purtroppo resta una patologia molto seria: più di una persona su due perde la vita entro cinque anni dalla diagnosi.

Lo scompenso cardiaco cosa determina?

In poche parole, lo scompenso cardiaco è la difficoltà del cuore a pompare sangue in modo efficace. Questo provoca affanno, stanchezza, gonfiore alle gambe e porta spesso a frequenti ricoveri ospedalieri. Un circolo vizioso che, con il passare del tempo, logora cuore e paziente.

La novità: Vericiguat

Al Congresso della European Society of Cardiology (ESC) 2025, e in contemporanea sulle pagine di The Lancet, sono stati presentati i risultati di due importanti studi clinici (VICTOR e VICTORIA), che hanno coinvolto complessivamente oltre 11.000 pazienti con scompenso cardiaco a frazione di eiezione ridotta. Il protagonista è Vericiguat, un farmaco che agisce stimolando l’enzima soluble guanylate cyclase (sGC), ripristinando un meccanismo compromesso nei cuori malati. In questo modo migliora la funzionalità dei vasi sanguigni e aiuta il cuore a lavorare meglio.

I risultati degli studi

Il trial VICTOR, condotto su pazienti ambulatoriali già in terapia con le cure più avanzate, non ha raggiunto il suo endpoint primario. Tuttavia, i dati hanno mostrato una riduzione della mortalità cardiovascolare e della mortalità complessiva nei pazienti trattati con Vericiguat rispetto a placebo.

Ancora più interessanti i risultati dell’analisi combinata con lo studio VICTORIA: su oltre 11.000 pazienti, è emersa una diminuzione significativa di ricoveri e decessi cardiovascolari, suggerendo che Vericiguat possa agire lungo l’intero decorso della malattia, e non solo in una fase.

Il contributo italiano

Tra i protagonisti della ricerca c’è anche Michele Senni, direttore del Dipartimento Cardiovascolare dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo e professore all’Università Milano-Bicocca.

« Immaginiamo la malattia come un film. Finora i farmaci ci aiutavano solo in alcuni momenti, come singoli fotogrammi, ad esempio nella fase stabile o in quella più critica», spiega Senni. «I dati di VICTOR e VICTORIA mostrano invece che Vericiguat può proteggere i pazienti in più fasi, riducendo il rischio di peggioramento, nuovi ricoveri e decessi. Dunque, Vericiguat, invece, sembra in grado di proteggere i pazienti lungo tutta la “trama del film”, riducendo il rischio di peggioramenti, ricoveri e decessi».

Una nuova prospettiva

Se questi risultati verranno confermati e inseriti nelle linee guida, Vericiguat potrebbe diventare una nuova opzione terapeutica capace di migliorare sia la sopravvivenza sia la qualità di vita dei pazienti. Un passo avanti importante contro una malattia che, oltre a impattare drammaticamente sulla vita delle persone, rappresenta anche un pesante costo per il sistema sanitario. Nel frattempo, la prevenzione e uno stile di vita sano restano i migliori strumenti per mantenere il cuore in salute e vivere meglio e più a lungo.

Cosa possiamo fare ogni giorno

Il nuovo farmaco rappresenta un passo importante, ma la salute del cuore inizia anche dalle nostre scelte quotidiane. Ecco alcune regole semplici ma preziose:

  • Segui una dieta equilibrata: privilegia frutta, verdura, cereali integrali, legumi e pesce; riduci sale, cibi confezionati e grassi saturi.
  • Mantieni un peso sano: anche pochi chili in eccesso possono affaticare il cuore.
  • Muoviti regolarmente: camminare a passo sostenuto 30 minuti al giorno è già un ottimo alleato per il cuore.
  • Controlla pressione, colesterolo e glicemia: piccoli esami periodici possono prevenire grandi problemi.
  • Non fumare: il fumo è uno dei peggiori nemici del sistema cardiovascolare.
  • Modera l’alcol: meglio consumarlo solo in quantità ridotte e in occasioni speciali.

Gestisci lo stress: tecniche di rilassamento, yoga, meditazione o semplicemente un po’ di tempo per sé stessi possono fare la differenza.

Di Federica Bosco

Giornalista professionista e scrittrice, autrice del blog Obiettivo Milano

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