Sclerosi multipla la scoperta di Martina Absinta

La sclerosi multipla è una malattia cronica, infiammatoria e degenerativa che colpisce il sistema nervoso centrale, danneggiando la mielina e compromettendo la trasmissione degli impulsi nervosi. Nonostante i grandi progressi della ricerca, le cause rimangono in parte sconosciute e non esiste ancora una cura definitiva. In questo contesto si colloca il lavoro di Martina Absinta, Professoressa Associata di Neurologia presso Humanitas University e responsabile del Laboratorio di Neuropatologia Sperimentale dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas.  Martina con le sue ricerche ha aperto nuove prospettive diagnostiche e terapeutiche.

sclerosi multipla lesioni croniche attiveUna scoperta che cambia la diagnosi della sclerosi multipla

Durante il suo periodo di ricerca negli Stati Uniti, ai National Institutes of Health (NIH), Martina Absinta osservò un dettaglio che avrebbe segnato una svolta. «Grazie all’uso della risonanza magnetica ad alto campo (7 tesla), ho notato che alcune lesioni presentavano un “orletto” scuro – spiega la ricercatrice -. Così ho capito che quel segno poteva corrispondere alle lesioni croniche attive, fino ad allora identificabili solo in sede autoptica». La sua intuizione ha trovato conferma:  il marcatore oggi rientra tra i criteri diagnostici per la sclerosi multipla.  Infatti, permette di individuare precocemente i pazienti con prognosi più sfavorevole e di orientare meglio le terapie.

Il progetto MiST-MS e l’ERC Starting Grant

Nel 2025 la ricercatrice ha ottenuto l’ERC Starting Grant.  Uno dei finanziamenti europei più prestigiosi e competitivi, che le permetterà di portare avanti il progetto MiST-MS (Microglia Stress response in Multiple Sclerosis). Con un sostegno di 1,5 milioni di euro per cinque anni, il suo team indagherà due linee di ricerca principali.  «Cercheremo di comprendere l’invecchiamento cerebrale precoce legato all’infiammazione cronica – prosegue -. Con tecniche innovative riavvolgeremo il nastro della vita cellulare, e studieremo i meccanismi che portano alla senescenza delle cellule microgliali. Inoltre analizzeremo il ruolo delle lesioni croniche attive. Questo per capire come influenzano il decorso clinico in modo da sviluppare approcci terapeutici personalizzati».

Una carriera internazionale al servizio della scienza

Laureata in Medicina e specializzata in Neurologia all’Università Vita-Salute San Raffaele, Martina Absinta ha conseguito un dottorato internazionale in Medicina Molecolare. Ha lavorato negli Stati Uniti, tra NIH e Johns Hopkins University, prima di rientrare in Italia per guidare unità di ricerca avanzate. I suoi studi, pubblicati su riviste come Nature, hanno contribuito a identificare nuovi biomarcatori di imaging e a mettere in luce l’impatto dell’infiammazione cronica sulla progressione della malattia.

Una speranza per i pazienti con sclerosi multipla

Grazie alla sua scoperta e al nuovo progetto, la ricerca di Absinta rappresenta un passo decisivo verso la medicina personalizzata nella sclerosi multipla. L’obiettivo è di migliorare la diagnosi, prevedere l’evoluzione della malattia e rendere i trattamenti più efficaci. Come lei stessa sottolinea: «la sclerosi multipla unisce due ambiti che mi affascinano da sempre: l’immunologia e le neuroscienze». Una passione che oggi si traduce in un contributo fondamentale per migliaia di pazienti e per il futuro della neurologia.

 

Di Federica Bosco

Giornalista professionista e scrittrice, autrice del blog Obiettivo Milano

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