fibromialgia si cura ora con la mindfulness progetto Ospedale Niguarda

Immagina di svegliarti ogni giorno con dolori diffusi, una stanchezza che non passa, e una mente annebbiata. Per milioni di persone, soprattutto donne, questa è la realtà quotidiana della fibromialgia. Ma oggi, tra le montagne della Valtellina, nasce un progetto che unisce natura, movimento e consapevolezza per restituire benessere e speranza. Si tratta di un modello di cura innovativo: infatti è la prima esperienza di riabilitazione residenziale per la fibromialgia in Italia. Una sinergia tra ospedali, territorio e associazioni locali per affrontare la complessità della malattia e di restituire speranza e qualità di vita ai pazienti. A realizzarlo è l’Ospedale Niguarda di Milano e ASST Valtellina. Un approccio nuovo che unisce alle cure tradizionali anche mindfulness, nordic walking e balneoterapia.

Fibromialgia: una patologia diffusa e complessa

«Questa patologia – spiega Oscar Epis, direttore della Reumatologia all’Ospedale Niguarda di Milano – è molto più frequente nel sesso femminile, in particolare tra i 35 e i 55 anni. Può manifestarsi da sola, oppure insieme ad altre patologie reumatologiche come artriti, connettiviti o spondiloartriti. Parliamo di persone che, oltre al dolore cronico, possono avere una sensazione di debolezza e affaticamento che non passano nonostante il riposo. Spesso soffrono di insonnia e possono avere anche la cosiddetta ‘fibro-fog’, ovvero un annebbiamento che compromette la concentrazione e la memoria, creando difficoltà non solo sul lavoro ma anche nella vita quotidiana». A tutto questo si aggiungono emicrania, dismenorrea, disturbi digestivi e sindrome dell’intestino irritabile.

Il progetto pilota di Niguarda e ASST Valtellina

Per rispondere a questa sfida, l’Ospedale Niguarda di Milano ha avviato un progetto sperimentale in collaborazione con l’ASST Valtellina e Alto Lario. Il programma, dedicato ai pazienti con fibromialgia primaria, si svolge presso l’Ospedale di Sondalo in Valtellina e prevede un soggiorno residenziale di tre settimane per piccoli gruppi di 8-15 persone. «Data la complessità di questa malattia e la grande varietà dei sintomi – prosegue lo specialista – la gestione della fibromialgia richiede un approccio multifattoriale e altamente personalizzato. Le linee guida raccomandano di integrare modifiche dello stile di vita e interventi non farmacologici, utilizzando i medicinali solo nei casi in cui queste misure si siano dimostrate insufficienti». Le attività che hanno dimostrato di poter dare un beneficio concreto sono ad esempio l’esercizio fisico, l’agopuntura, la balneoterapia e la mindfulness, specialmente quando combinate tra loro.

Mindfulness, natura e terme: le terapie complementari

Il progetto perciò integra attività all’aperto e pratiche di benessere che hanno dimostrato efficacia nel ridurre i sintomi della fibromialgia come Nordic walking e trekking leggero, per favorire il movimento e la resistenza fisica; Mindfulness, utile per gestire dolore e ansia, migliorando la consapevolezza corporea e Balneoterapia alle Terme di Bormio, con accesso gratuito quattro volte a settimana, per ridurre il dolore e migliorare il sonno.

Una formula residenziale per visite specialistiche e attività

La formula residenziale consente valutazioni specialistiche approfondite, trattamenti coordinati e attività di gruppo, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei pazienti e ridurre l’impatto della malattia. Al termine del percorso, i pazienti proseguono con un follow-up strutturato a Niguarda o in centri territoriali. Grazie alla posizione immersa nella natura, i pazienti possono sperimentare un contatto diretto con l’ambiente circostante, che diventa parte integrante della terapia.

Una presa in carico multidisciplinare

Il team coinvolto è ampio e comprende reumatologi, fisiatri, fisioterapisti, psicologi, psichiatri, gastroenterologi, ginecologi, dietisti, terapisti del dolore e terapisti occupazionali. L’approccio è personalizzato: ogni paziente riceve un piano terapeutico su misura, che combina farmaci e terapie complementari, con l’obiettivo di promuovere autonomia e autogestione.

L’impatto sociale ed economico

La fibromialgia comporta un costo significativo per il sistema sanitario e per la società. I pazienti necessitano di visite frequenti e indagini diagnostiche, con spese sanitarie circa tre volte superiori rispetto ai soggetti sani. Inoltre, la riduzione della produttività lavorativa è rilevante: uno studio ha evidenziato che il 24,3% dei pazienti lascia il lavoro entro cinque anni dall’insorgenza della malattia.

 

 

Di Federica Bosco

Giornalista professionista e scrittrice, autrice del blog Obiettivo Milano

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