Sono giovani, ironici e anche un po’ irriverenti, eppure sanno conquistare i loro interlocutori in un attimo. Incontriamo gli studenti della classe quarta A del liceo scientifico, scienze applicate, dell’istituto Curie Sraffa in via Fratelli Zoia a Milano qualche giorno prima del lockdown. Da mesi lavorano sul progetto Obiettivo Milano durante le ore di educazione civica e lo fanno con grande abnegazione. «Saper guardare con occhio critico il mondo è un traguardo da raggiungere – spiega la docente che ha deciso di sposare il progetto –. Questi ragazzi sono indisciplinati, alcuni anche arroganti, ma hanno tanto entusiasmo per la vita che prende il sopravvento e in questo viaggio tra le vie del Municipio l’hanno
dimostrato». È la giornata conclusiva, quella in cui ci mostrano i loro elaborati, le fotografie e raccogliamo in un video le loro osservazioni. A briglie sciolte iniziano a raccontare, chi cerca di sovrastare i compagni per dire la sua, chi punta sull’ironia per farsi largo tra le mille suggestioni che escono e chi con timidezza accenna un sorriso, ma non osa parlare.

Oggi come ieri i ragazzi amano i parchi

Osservandoli sembra di vivere una dimensione fuori dal tempo: con il bullo e il simpatico, la bella che piace a tutti ma è irraggiungibile, la compagna di banco e gli amici del parco.
Oggi come ieri nulla è cambiato. L’essere giovane è un marchio da salvaguardare. E anche gli stimoli che arrivano da questo gruppo di adolescenti sono pressoché identici a quelli che sarebbero usciti da una classe degli anni ’80 o ’90. Nonostante la tecnologia, i social network e il 5G, se li metti ad osservare il mondo che li circonda, apprezzano soprattutto i grandi parchi cittadini come luogo di aggregazione perché dicono «permettono di improvvisare una partita di calcio, di fare jogging o più semplicemente due chiacchiere con gli amici. Hanno aree attrezzate per i piccoli o per gli amici a quattro zampe». Tra tutti citano il parco delle Cave, il parco in Valsesia e il Bosco in città, «per fare passeggiate, un picnic e godersi le belle giornate». Del Municipio 7 apprezzano l’efficienza dei mezzi di trasporto pubblici «rapidi e frequenti» e i numerosi centri polisportivi che «invogliano i giovani a fare sport per tenersi in forma divertendosi».

Il luogo dei ricordi

Un vero e proprio derby si innesca in classe quando il discorso scivola sul futuro dello stadio di San Siro. I più vorrebbero custodire questo simbolo della città per «mantenere in vita i ricordi di partite vissute sugli spalti fino all’ultimo minuto o la canzone del cuore cantata a squarcia gola durante il concerto di Vasco Rossi o degli One Direction». Sono nostalgici e sognatori e il nuovo che avanza un poco li spaventa. «L’idea di uno stadio più moderno è suggestiva, significa riqualificazione per tutta l’area, nuove case residenziali, centri commerciali e luoghi di aggregazione, eppure conservare San Siro per ognuno di noi significa rimanere ancorati ai piacevoli ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza».

Biblo: la lettura per crea ponti e fa sognare

Non sembra abbiano molta voglia di crescere, sono spaventati e il Covid non ha fatto altro che acuire questi timori. Si rifugiano allora nei libri e dicono: «Nella nostra scuola abbiamo “Biblo” una biblioteca aperta a tutti dove anche chi non è dell’Istituto può prendere un libro in prestito o utilizzare lo spazio per studiare. A Baggio poi c’è un progetto interessante, si chiama “Libraggio”, si tratta di una libreria di quartiere con il servizio di book crossing che permette ai cittadini di poter trascorrere momenti di lettura in bar, pizzerie, pasticcerie o caffè convenzionati. Grazie a questa iniziativa un cliente può comodamente leggere un libro sul posto, sorseggiando un caffè, pranzando o può decidere di portarlo a casa per il fine settimana, gratuitamente». I libri, ponti di aggregazione e volani di cultura hanno subito una battuta d’arresto durante il Covid, ma sono pronti a ripartire. Allo stesso modo, i giovani del Marie Curie Sraffa, dopo mesi di didattica a distanza, hanno bisogno di ritrovare la socialità perduta e sognano di veder potenziati i luoghi di aggregazione.

Più luoghi di aggregazione

La mancanza di locali per i più giovani è considerata uno degli anelli deboli del Municipio, come la sicurezza in alcune aree, tra piazza Segesta e Selinunte, dove spesso accadono scontri tra bande rivali. «Anche i rifiuti sulle strade o sui marciapiedi rappresentano una criticità del territorio – ci dicono -, ci vorrebbe maggiore senso civico e attenzione al bene comune. Una soluzione? Aumentare il numero dei cestini in strada e educare i cittadini con campagne di
sensibilizzazione da promuovere partendo dalle scuole primarie».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Di Federica Bosco

Giornalista professionista e scrittrice, responsabile e coordinatrice del blog Obiettivo Milano

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