Nella giornata di Sant’Ambrogio Mario Donadio riceverà l’Ambrogino D’oro per il suo impegno nel volontariato a Milano. Mario, 62 anni commerciante, appassionato di elettronica – durante la pandemia ha riconnesso oltre 4000 pc per donarli ai bambini di famiglie bisognose per le lezioni a distanza – ha creato un mercatino dell’usato virtuale dove non si compra, non si vende, ma si dona.
Chi è Mario Donadio, l’Ambrogino D’oro capace di “connettere” gli abitanti dei quartieri di Milano
Abiti, giocattoli, prodotti medicali, piccoli arredamenti e apparecchiature elettroniche: sono questi gli oggetti che il gruppo WhatsApp Riciclo mette a disposizione di chi si trova in una condizione di fragilità a Milano. Un vero e proprio mercatino dell’usato virtuale dove 130 realtà sul territorio fanno rete per aiutare chi si trova in difficoltà. Non si compra o si vende, ma si dona. A idearlo e renderlo operativo è stato proprio Mario Donadio, commerciante del Municipio 5, impegnato nel sociale con diversi progetti, appassionato di elettronica e della storia di Milano che ha raccontato in un libro e in un sito www.milanoneltempo.it
Dagli orti condivisi al riciclo, così Mario ha accorciato le distanze tra le periferie di Milano
Se con gli orti condivisi prima della pandemia aveva recuperato aree dismesse e cercato di accorciare le distanze tra gli abitanti di quartieri degradati come Gratosoglio e Stadera, offrendo la possibilità di condividere spazi sociali per attività di giardinaggio e/o orti; oggi ha fatto di più. Ha messo in rete associazioni di volontariato, parrocchie, cittadini e aziende per raccogliere prodotti di ogni genere da donare a chi si trova in una condizione di povertà.
Sempre più poveri
«Dopo il Covid il numero delle persone in difficoltà economica è aumentato – spiegava Mario qualche mese fa -, in tanti a Milano hanno perso il lavoro, altri si trovano in una situazione di precarietà economica, mentre il costo della vita è aumentato. Questo ha generato in tutta la città una situazione di crescente povertà che rischia di esplodere. Per questo ho pensato che tutto ciò che abitualmente viene dimenticato in cantina o in soffitta possa avere una seconda chance, basta volerlo».
Una mano tesa sulla città di Milano
Così Mario ha iniziato a costruire una rete su quel territorio che conosce da sempre, il Municipio 5. Con il passaparola ha raccolto i primi abiti usati, i giocattoli e li ha accatastati in un angolo del suo magazzino. Una goccia che in poco tempo è diventata un mare e la solidarietà si è allargata a macchia d’olio su Milano sud fino a raggiungere come una grande mano tesa tutti i quartieri della città.
Un faro nella nebbia che avvolge le persone bisognose
«Oggi aiutiamo migliaia di persone. Ma non abbiamo intenzione di fermarci – sottolinea Mario abbozzando un sorriso -. L’obiettivo è di crescere ancora, trovare delle location dove esporre i prodotti da riutilizzare e diventare un punto di riferimento per chi ha bisogno a 360 gradi. Quando una persona inizia ad avere problemi entra in un vortice che lo travolge con un effetto domino. Il bisogno genera altro bisogno e poi sopraggiungono i problemi di salute e le questioni burocratiche. Ecco il nostro gruppo WhatsApp vuole diventare un faro per fare luce nella nebbia che avvolge queste persone».
«Non sei solo»
“Non sei solo” è il messaggio che vuole lanciare Mario nel raccontare il progetto “riciclo”. «All’interno del gruppo si scambiano anche informazioni per risolvere problemi burocratici, per creare unità e sensibilità di fronte ad una situazione delicata – aggiunge -. Insieme si può fare massa critica e si possono smuovere coscienze anche dove sembra impossibile arrivare. Ad esempio, la mia idea è di coinvolgere medici che seguono famiglie fragili, scuole, oratori per cercare di far girare il sistema con una sensibilità al riciclo, non allo spreco».
Le luci si sono accese su Mario facciamo che non si spengano più
Le parole di Mario si fanno pesanti, diventano addirittura macigni quando si fa cenno alle istituzioni e alla politica. «Purtroppo, dinnanzi al bisogno la burocrazia spesso diventa un muro invalicabile – diceva qualche mese fa con un velo di tristezza -. E allora il terzo settore cerca di mettere una toppa, alla falla. A volte ci riesce, altre no. Di sicuro non è sufficiente per risolvere tutti i problemi, ma siamo tanti e questo è un segnale importante». L’Ambrogino D’oro a Mario Donadio è davvero un segnale importate per l’intera comunità. Le luci si sono accese, non devono più spegnersi.

